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PROGETTO 2016

Per il 15° anno di progetto della nostra associazione verrà inaugurato il progetto...

attrezzare un laboratorio per la produzione di cioccolato 100% ivoriano e 100% equo-solidale per finanziare le attività del Gruppo Abele in Costa d’Avorio

Con 1.330.000 tonnellate l’anno, la Costa d’Avorio si attesta in cima alla scala dei maggiori produttori di cacao al mondo. Il cacao è la principale risorsa economica del paese: rappresenta il 35% del valore totale delle esportazioni e vi lavorano oltre 3 milioni di persone.

Ciononostante, la maggior parte della produzione non è trasformata in cioccolato, ma viene esportata sotto forma di fave essiccate (quindi con un minore valore aggiunto) e solo il 17% della produzione di cacao viene lavorata in Costa d’Avorio prima di essere esportata sottoforma di liquore, di burro o di polvere di cacao.

La trasformazione in loco (così come la coltivazione) è comunque ad appannaggio di 5 grandi imprese multinazionali, quali le americane Adm e Cargilll, la francese Cemoi, la svizzera Barry Callebaut e l’ivoriana Pronibex.

I benefici per la popolazione locale di questa food commodity potenzialmente così rilevante per l’economia, sono dunque minimi.

Inoltre, a partire dal 2000, numerose sono state le inchieste e le denunce sulle condizioni di lavoro nelle piantagioni di cacao in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento dei minori (Save the children-Aejt, “Ca là, c’est difficile. L’exploitation du travail des enfants en Cote d’Ivoire”, 2009), e di come parte dei proventi derivati dal suo commercio abbiano finanziato la guerra civile (Rapport de Global Witness, juin 2007). Ancora nel 2012 la Fair labour Association, assunta dalla Nestlé per verificare la presenza di lavoro minorile nella sua catena di approvvigionamento in Costa d’Avorio, affermava come questo sia ancora una realtà molto presente nel paese.

In questo contesto assume un valore concreto e simbolico di notevole portata, la nostra iniziativa di promuovere un’esperienza di trasformazione artigianale del cacao in cioccolato da parte di giovani ivoriani, nell’ambito dell’economia solidale.

Infatti:

- La materia prima utilizzata proverrà da cooperative certificate o da piccole realtà produttive interessate ad una produzione “free child labour”.

- Il laboratorio di trasformazione del cioccolato rappresenta una possibilità di inserimento lavorativo per giovani provenienti da contesti sociali disagiati.

- I proventi della vendita andranno a finanziare le attività di formazione professionale, alfabetizzazione, sostegno alimentare, sanitario ed educativo che la Communauté Abel porta avanti da oltre trent’anni in favore di bambini e giovani in difficoltà.

Obiettivo generale

Valorizzare la principale materia prima alimentare della Costa d’Avorio per creare sviluppo in loco concorrendo a frenare l’esodo verso l’Europa .

Obiettivi specifici

Strutturare una filiera integrata (coltivazione – trasformazione - commercializzazione), di cioccolato 100% equo – solidale e 100% ivoriano.

Innovare la tradizione (ivoriana) della coltivazione del cacao con la tradizione (modicana) di produzione di cioccolato.

Sviluppare lo spirito imprenditoriale a beneficio delle fasce deboli della società.

Beneficiari

Le Cooperative e i piccoli coltivatori di cacao beneficeranno del prezzo fairtrade.

- 10 giovani provenienti da fasce disagiate della popolazione beneficeranno di un’opportunità lavorativa nel laboratorio di produzione.

- La Communauté Abel beneficerà di un’importante risorsa economica per autofinanziare le proprie attività sociali.

La popolazione beneficerà della possibilità di gustare un cioccolato squisito (anche dal punto di vista sociale) ad un prezzo più vantaggioso di quello importato.

Descrizione dell’azione e della sua efficacia

Il progetto prevede.

- la ristrutturazione di uno spazio già presente al Carrefour Jeunesse (una delle strutture della Communauté Abel),

- per allestirvi un laboratorio per la produzione artigianale di cioccolato, e

- organizzare un piccolo spazio di vendita.

La materia prima utilizzata (fave di cacao essiccate) sarà fornita da cooperative e piccoli produttori che già operano nel canale del commercio equo e solidale (quindi nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente), a cui sarà riconosciuto il prezzo fairtrade (cioè con un piccolo “premio”, rispetto al prezzo di mercato, per il rispetto dei criteri di equità e giustizia sociale).

Nel laboratorio lavorerà un gruppo di giovani provenienti da fasce sociali bisognose, alcuni dei quali sono già stati formati, grazie a un progetto dell’Unione Europea che ha permesso loro di partecipare a due workshop in Italia (uno a Modica presso la Cooperativa di Commercio Equo Quetzal e uno a Città di Castello durante la Fiera Altrocioccolato). Questi ragazzi(e), infatti, producono già dell’ottimo cioccolato (che si è scelto di fare alla modicana perché richiede macchinari meno sofisticati e perché più resistente al clima africano), ma per ora sono costretti a farlo in casa, cavandosela con un’attrezzatura alquanto rudimentale (tipo il metate, utilizzato dagli antichi Maya). L’allestimento del laboratorio permetterà dunque di aumentare la produzione e di rispondere alle condizioni igieniche richieste per la commercializzazione del prodotto su larga scala.

Per quanto riguarda la commercializzazione, si prevedono tre canali di vendita e due tipi di prodotto: uno di fascia alta, con un packaging più curato e su cui si avrà un margine maggiore, destinato ai numerosi ristoranti e hotel di Grand Bassam (città balneare, patrimonio dell’Unesco e a forte vocazione turistica) e alla grande distribuzione (cui accede una clientela con maggiore disponibilità di spesa); e un prodotto di fascia bassa, con packaging e margini minimi, destinato al piccolo spazio di vendita annesso al laboratorio (di fronte al mercato principale di Bassam) ed a una clientela più popolare.

Il costo di produzione è calcolato in 500 franchi CFA (circa 0,76 €) per una barretta da 100 g inclusi: materie prime (fave di cacao, zucchero, spezie), costi di produzione e distribuzione (trasporto, gas, energia elettrica), imballaggio e manodopera. Su questo costo si tratterà di calcolare il margine per la Communauté Abel e l’imposta sul valore aggiunto per definire il prezzo di vendita.

In base a ciò e agli accordi commerciali che si stabiliranno per la distribuzione, sarà possibile definire un business plan, sulla base del quale implementare l’attività di progetto.

Impatto e sostenibilità dell’azione

Grazie agli investimenti iniziali, il progetto darà l’avvio a un’attività economicamente e socialmente sostenibile e indipendente. I margini generati garantiranno la copertura dei costi di manodopera e di struttura, e permetteranno di fare promozione e investimenti e diffondere il consumo di cioccolato di qualità a fasce della popolazione più ampie.

La remunerazione dei fondatori e delle persone che vi collaborano miglioreranno le condizioni di lavoro e di vita dei soggetti coinvolti.

Costo: acquisto di una tostatrice per tostare il cacao e renderlo utilizzabile per la fabbricazione del cioccolato ➝ costo 8.000€

E’ uno dei punti fermi del nostro intervento in terra africana ed ha ormai un posto definito nei programmi di scolarizzazione con percorsi didattici adeguati alle diverse fasce di popolazione. I corsi attivati sono 12 in 10 centri diversi, sparsi in tutta la città di Grand Bassam e nei diversi villaggi. Attualmente vi sono iscritti 600 allievi, bambini, giovani e adulti.

Si prevede di fornire anche un contributo per il formatore che coordina le attività dell’aula di informatica che dispensa formazione a circa 300 studenti delle scuole superiori di Grand Bassam. Vinovo for Africa ha contribuito alla costruzione di quest’aula che ha alzato il livello dell’offerta formativa del Carrefour Jeunesse ed è frequentato anche da molti adulti, impiegati del Comune e professionisti.

Costo: 12 corsi di alfabetizzazione per 600 adulti ➝ costo 10.500€

A fianco del centro di alfabetizzazione del Carrefour Jeunesse, è attiva la mensa che offre un pasto a quei bambini di strada che sono presi in carico per l’assenza quasi totale di riferimenti parentali. Sono circa 140 i bambini che quotidianamente con un costo di 0,50 euro per ogni pasto.

Costo: mensa per 140 bambini di strada che frequentano i corsi ➝ costo 1.500€

  • Acquisto di una tostatrice per tostare il cacao e renderlo utilizzabile per la fabbricazione del cioccolato: costo 8.000€
  • 12 corsi di alfabetizzazione per 600 bimbi e adulti, e un formatore di informatica: costo 10.500€
  • mensa per 140 bambini di strada che frequentano i corsi: costo 1.500€
  • COSTO TOTALE: 20.000€