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PROGETTO 2015

 

Vinovo for Africa elabora i suoi progetti tenendo conto delle esigenze espresse dall’equipe educativa e dai  volontari della Comunità Abele, per questo quest’anno abbiamo voluto centrare il progetto sulla volontà di dare una risposta di accoglienza alle bambine vittime di abusi.
E’ un progetto innovativo che sarà come un segnale provocatorio e stimolante nella cultura africana.


1. COSTRUZIONE AL CARREFOUR JEUNESSE DI UNA CASA DI ACCOGLIENZA PER RAGAZZE, VITTIME DI SFRUTTAMENTO SESSUALE

Contesto
Nel corso del 2014, una ricerca sulla prostituzione minorile a Grand Bassam, condotta dal Centro di Documentazione, Ricerca e Formazione della Communauté Abel, ha messo in luce un fenomeno inquietante: tramite la ricerca sono state individuate circa 200 ragazze minorenni, che a causa dell’estrema indigenza in cui vivono, sono costrette a vendersi per sopravvivere.
Il 90% delle ragazze intervistate proviene da famiglie “smembrate”: crescono con un solo genitore o affidate a qualche parente (zie, nonne, amici).
I genitori o tutori (quando ci sono) vivono situazioni di disoccupazione (95% dei padri/tutori) o sottoccupazione (il 75% delle madri/tutrici, per esempio ha come unica occupazione il commercio informale che è ben lontano da coprire le spese essenziali della famiglia). L’insufficiente menage familiare costringe dunque le adolescenti alla prostituzione, per potersi procurare del cibo (l’85% delle intervistate afferma infatti che lo fanno “per occuparsi di loro stesse”).
Il fatto poi che il 95% non sia mai andato a scuola, oltre a impedire loro di poter accedere a fonti di reddito diverse, le rende anche più facilmente manipolabili.
Tra queste, sono state recensite anche una ventina di ragazze madri, senza un compagno e i cui figli sono all’80% privi di certificato di nascita.
Il dato incoraggiante è che il 99% afferma di voler cambiare vita.

Descrizione progetto
Per dare a queste ragazze la chance di una vita migliore, la Communauté Abel sta cercando i finanziamenti per prendere in carico un primo focus group (scelto tra quelle con la situazione più precaria e la motivazione più forte a voltare pagina). Si tratterà di offrire innanzitutto all’Equipe Educativa un rafforzamento di capacità perché possano confrontarsi con una queste persone in situazione tanto peculiare e delicata. Quindi, le ragazze saranno inserite nel  programma che prevede: alfabetizzazione, formazione professionale, sostegno alimentare, copertura sanitaria, suivi educativo. Si tratta di attività in cui la Communauté Abel è ben rodata, ma che necessitano un surplus di fondi in quanto comportano l’allargamento del numero di beneficiari e l’introduzione di alcuni nuovi elementi, attraverso l’avvio di nuove costruzioni al Carrefour Jeunesse, precisamente nel cortile posto sul retro dell’Atelier di musica, tra l'ambulatorio  e la sartoria; luogo quindi sufficientemente appartato e discreto, ma nello stesso tempo facilmente controllabile dai guardiani durante la notte.
In particolare queste costruzioni prevedono:
• ACCOGLIENZA D’URGENZA: si tratta di realizzare due camere dove ospitare i casi di transito, cioè le ragazze che vivono sulla strada e rischiano di cadere nel circuito dello sfruttamento sessuale, o che sono in fuga, o che necessitano di protezione. In questi casi, le ragazze vengono ospitate solo provvisoriamente, il tempo di ritrovare la famiglia di origine e/o una famiglia affidataria, e non possono essere accolte al Centre Abel, dove sono ospitati i minori in conflitto con la legge (maschi adolescenti già abbastanza inquieti, senza bisogno di provocarli con una presenza femminile). Il settore sarà completato da un locale/deposito e dall’ampliamento della toilette già presente.
• SPAZIO MADRE-BAMBINO: sarà costituito da un ufficio per gli assistenti sociali e la psicologa che gestiranno l’iniziativa, e da una sala per gli incontri dove le ragazze madri sono invitate a condividere le loro esperienze e le loro difficoltà. È questo un modo per stabilire una prima relazione con queste ragazze, con cui è difficile interagire per la loro (comprensibile) mancanza di fiducia nel prossimo, e così indirizzarle verso i servizi a loro più utili (sostegno psicologico, cure mediche, servizi sociali). Lo spazio dovrà essere informale ed accogliente, per mettere le giovani donne a loro agio ed incoraggiarle ad aprirsi.
• ASILO NIDO: mentre le madri saranno impegnate nelle sedute di gruppo, i loro figli saranno affidati a un’animatrice della prima infanzia, che oltre a intrattenerli, avrà il compito di osservarli per valutare i loro bisogni e farli oggetto, eventualmente, di cure e assistenza. Questo intervento richiederà di riabilitare lo spazio esterno, antistante all’Espace mères – enfants (dove per esempio è presente un pozzo che dovrà essere chiuso) e di attrezzarlo con giochi idonei.
• UFFICIO DEI DIRITTI E DELL’ASCOLTO: nelle nuove costruzioni, troverà spazio anche uno sportello d’ascolto specializzato sulle questioni di genere. Tale prestazione avrà l’obiettivo di fornire consulenza legale, sui diritti delle donne e dei bambini, e sui servizi a loro dedicati.

L’avvio delle costruzioni succitate, fa parte di un progetto più ampio e articolato che vede la collaborazione anche dell’ONG Terres des Hommes, per quanto riguarda il finanziamento delle attività che vi si svolgeranno.
Si prevede di  finanziare la parte edilizia e di arredamento degli spazi,  

2. L’ALFABETIZZAZIONE 
E’ uno dei punti fermi del nostro intervento in terra africana ed ha ormai un posto definito nei programmi di scolarizzazione con percorsi didattici adeguati alle diverse fasce di popolazione. I corsi attivati sono 12 in 10 centri, sparsi in tutta la città di Grand Bassam e nei diversi villaggi. Attualmente vi sono iscritti 450 allievi, bambini, giovani e adulti.
11 corsi di alfabetizzazione per 450 adulti      

3. LA MENSA PER BAMBINI
A fianco del centro di alfabetizzazione del Carrefour Jeunesse, è attiva la mensa che offre un pasto a quei bambini di strada che sono presi in carico per l’assenza quasi totale di riferimenti parentali. Sono circa 140 i bambini  che quotidianamente consumano un pasto.
 

“Siamo soddisfatti di come sia andata, valutando l'insieme. Ciò non toglie, che ci siano state difficoltà, superate ed altre ancora da superare. 
Ma, partendo dagli aspetti positivi, iniziamo col dire che vi è stata una buona mobilitazione: molta gente, 150 persone circa, ha partecipato alla cerimonia con grande entusiasmo.

La cerimonia si è tenuta al Petit Marché ed è cominciata con un gioco - gara alla quale hanno partecipato 16 allievi di 4 centri di alpha diversi. Gli allievi hanno dovuto rispondere ad alcune domande (estratte a sorte) di cultura generale. Tutti hanno risposto bene tra gli applausi del pubblico, che ha verificato la preparazione dei nostri allievi.

Poi, ci sono state le testimonianze delle donne del mercato, sempre molto significative e anche divertenti, le allocuzioni delle autorità (rappresentante sindaco, ministero, rappresentante prefetto, madame Moulod, donne del mercato, Communauté Abel), infine il taglio del nastro e la "scopertura dell'insegna".

Tutti [sono risultati] contenti, sia beneficiari sia autorità, le quali hanno portato parecchi kit didattici per gli allievi. I finanziatori sono stati più volte citati sia nel mio che negli altri interventi.

Madame Moulod, emozionata, ha ricordato il suo viaggio in Italia e gli incontri con Vinovo e [l’impresa] Sesa. Lei ha promesso pubblicamente di accompagnarci e sostenerci.

Quindi bene, ma la cerimonia è iniziata due ore e mezza dopo l'orario preventivato a causa del ritardo della direttrice alpha rappresentante del Ministro (difficoltà superata); invece, l'inconsistenza della presenza della mairie [il sindaco], è la difficoltà da superare.

Leone”

La Cerimonia si è tenuta mercoledì 22 aprile, inaugurando così un altro centro di alfabetizzazione del Petit Marché. 

Il giornale online Abidjan.net ha anche pubblicato un articolo riguardo all'evento sul loro sito.